Sull' altipiano a nord-ovest di Arsiero le nostre truppe con attacchi di viva forza s' impadronirono d' una importante ridotta austriaca sul costone ad occidente di Monte Maggio.
Nell' Alto Cordevole continuò ieri il duello delle artiglierie.
La nostra distrusse ed incendiò una tagliata che sbarrava la strada delle Dolomiti oltre Arabba.
Quella nemica si accanì invece nella rabbiosa opera di rovina della borgata di Pieve di Livinallongo, non rispettando neanche l' ospedale civile, che rimase molto danneggiato.
Sensibili progressi furono ieri conseguiti nella conca di Plezzo, ove le nostre truppe con energica offensiva guadagnarono la fronte di Pluzne a Cezsoca.
L' artiglieria nemica, non essendo riuscita ad arrestare lo slancio dei nostri, rivolse il proprio tiro contro quegli abitati, provocandovi nuovi danni e qualche incendio.
Nel settore di Monte Nero una forte ed estesa trincea nemica sulle falde settentrionali del costone di Vrsic cadde dopo aspra lotta in potere dei nostri.
Tutti i tentativi dell' avversario per riprenderla vennero respinti.
Uguale sorte subirono altri contrattacchi contro le nostre posizioni di Santa Lucia, ove furono da noi presi alcuni prigionieri, tra i quali un uffciale.
Sul Carso prosegue la nostra metodica avanzata.
Anche ieri vennero espugnate alcune trincee e catturata una mitragliatrice con munizioni.
All' alba del 20 una nostra squadriglia di aeroplani volava sul campo nemico di aviazione di Aisovizza ad oriente di Gorizia e lo bombardava per la durata di circa 30 minuti con successo.
Nonostante il fuoco di tre batterie antiaeree i nostri velivoli rientrarono nelle linee perfettamente incolumi.
Sulla via del ritorno, avvistato un Drachen nemico, lo sottoponevano al fuoco delle proprie mitragliatrici, obbligandolo ad abbassarsi.
Mentre l' ardita e felice nostra incursione aerea era stata diretta contro un obiettivo militare in perfetta osservanza delle leggi e degli usi di guerra, nel pomeriggio del giorno stesso per iniqua rappresaglia, una squadriglia di aereoplani nemici volava sulla città di Udine e lanciava su di essa 14 bombe.
Il risultato di tale impresa fu l' uccisione di 5 cittadini, tra i quali una donna e una bambina e di 3 carabinieri.
Furono anche apportati alcuni danni a case di privata proprietà.

Firmato: CADORNA

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