Nuove ardite operazioni si svolsero nella giornata del 25 sulle impervie vette del massiccio dell' Adamello.
Mentre le nostre truppe avanzavano dimostrativamente sul pianoro del Tonale e sul rovescio del Monticello, riparti da montagna, attraversata l' ampia vedretta di Pisgana, assalivano le posizioni di passo di Lago Scuro (2968 metri) e di Corno Bedole (3009 metri) fortemente tenute dall' avversario.
Questi oppose accanita resistenza, ma fu infine scacciato ed inseguito: i nostri occuparono saldamente le vette.
La sera del giorno stesso, col favore del plenilunio, nostri idrovolanti lanciarono bombe sul gruppo fortificato di Riva e sfuggendo ai tiri delle batterie antiaeree nemiche, ritornarono incolumi nelle linee.
In Val Sugana l' artiglieria avversaria bombardò Borgo nonostante che le nostre truppe nella recente vittoriosa avanzata avessero di proposito evitato di occupare quella popolosa località, tenendosi sui monti circostanti.
Nell' Alto Cordevole il duello delle artiglierie s' inasprisce.
Quella nemica si accanì ancora contro l' ospedale civile di Pieve di Livinallongo, producendovi nuove grandi rovine.
Le nostre batterie bombardarono allora Arabba e Cherz, ove erano visibili intensi movimenti di truppa e di autocarri ed era anche segnalata la presenza di artiglieria.
Arabba fu presto in preda alle fiamme.
Sul Carso ieri il nemico, accortosi che le nostre truppe si erano impadronite d' un boschetto attiguo alla strada da Sdraussina a San Martino, apriva contro di esso intenso fuoco di artiglieria, indi lanciava le truppe all' assalto.
Seguì una violenta mischia chiusasi con la fuga dell' avversario, mentre i nostri si afforzavano sulla posizione conquistata.

Firmato: CADORNA

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