La notte sul 26 riparti nemici tentarono attacchi locali in più punti della nostra fronte montana.
In Vallarsa un pattuglione d' assalto, dopo violenta preparazione d' artiglieria, riuscì a penetrare in una nostra trincea sul Monte Corno, ma ne fu immediatamente ricacciato.
Al Monte Caberlaba (Altopiano di Asiago) pattuglie britanniche impedirono all' avversario di avvicinarsi e l' obbligarono infine a ripiegare; sull' Asolone gli assalitori, presi sotto il fuoco di sbarramento e contrattaccati ai fianchi, volsero in fuga lasciando qualche prigioniero nelle nostre mani.
Allo Stelvio in uno scontro di nuclei esploranti quello avversario, benché di forze superiori, fu costretto a battere in ritirata.
Albania: Sul Semeni, presso il ponte di Kuci, nella giornata di ieri continuò il combattimento.
Il nemico ricevuti rinforzi, attaccò ripetutamente per respingerci dal fiume, ma fu sempre battuto e subì perdite gravissime.
Catturammo un centinaio di prigionieri e qualche mitragliatrice.
Un tentativo avversario di forzare il passaggio del Semeni, più ad ovest presso Jagodina, fallì.
Nell' arco del Devoli sulle pendici occidentali del Mali Siloves, respingemmo una colonna che avanzava all' attacco dell' altura di Quota 760.

Firmato: DIAZ

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